Codice EORI in Italia: chi deve richiederlo e come ottenerlo?
Il codice EORI (Economic Operators' Registration and Identification) è il numero unico di identificazione doganale riconosciuto da tutte le autorità doganali dell'Unione europea e serve a chi compie operazioni doganali o presenta dichiarazioni nel territorio dell'UE. In Italia la richiesta si presenta presso un qualsiasi Ufficio delle Dogane dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, utilizzando il modello pubblicato nella sezione EOS (EORI + AEO) del sito istituzionale. Il rilascio è gratuito e può essere effettuato solo da ADM: con l'avviso del 23 luglio 2025 l'Agenzia ha segnalato l'esistenza di portali web che offrono, dietro pagamento di un corrispettivo, un servizio di registrazione del codice EORI.
Fonte: Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - Direzione Dogane · Agenzia delle Dogane e dei Monopoli · EUR-Lex.
Ultimo aggiornamento dei dati:
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Devo richiedere il codice EORI in Italia?
Devo richiedere il codice EORI in Italia? — Tre scelte, e la pagina risponde con la regola che le si applica.
Lo strumento applica soltanto le regole scritte in questa pagina e riguarda la richiesta del codice EORI in Italia presso l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Non dice se un codice esista o sia valido: quella verifica si fa con il servizio di convalida EORI della Commissione europea.
Dove è stabilito il soggetto — Italia · Altro Stato membro dell'Unione · Paese terzo Il codice è attribuito dallo Stato membro di stabilimento; l'operatore di paese terzo lo richiede nello Stato membro in cui avviene l'operazione.
Che cosa deve fare — Dichiarazioni doganali di importazione o esportazione · Rappresentanza doganale, diretta o indiretta · Autorizzazione doganale o regime speciale · Domanda di intervento a tutela della proprietà intellettuale · Ricezione occasionale di un pacco da privato Le prime tre voci sono operazioni doganali; la quarta è un formulario che dal 15 settembre 2020 richiede comunque il codice; l'ultima di norma non fa nascere alcun obbligo.
Possiede già un codice EORI rilasciato da uno Stato membro? — Sì, ne possiede già uno · No, nessun codice EORI Il codice EORI è unico e riconosciuto da tutte le autorità doganali dell'Unione.
Le regole applicate, per intero — Ogni esito che lo strumento può produrre è scritto qui sotto con la sua fonte: nessuna regola vive soltanto nel codice della pagina.
Possiede già un codice EORI — Nessuna nuova richiesta in Italia — Il codice è unico e riconosciuto da tutte le autorità doganali dell'Unione: un'impresa già registrata in un altro Stato membro non deve richiederne un secondo in Italia.
Privato che riceve occasionalmente un pacco — Di norma nessun codice EORI — L'obbligo riguarda gli operatori economici.
Operatore stabilito in Italia — Sì: richiesta a un qualsiasi Ufficio delle Dogane di ADM — Circolare ADM 32/2020: la richiesta «può essere presentata presso un qualsiasi Ufficio delle Dogane di questa Agenzia».
Operatore stabilito in un altro Stato membro — Sì, ma nello Stato membro di stabilimento, non in Italia — Il codice è attribuito dallo Stato membro di stabilimento.
Operatore di paese terzo — Sì, nello Stato membro in cui avviene la prima operazione doganale — Se l'operazione avviene in Italia, la richiesta si presenta a un Ufficio delle Dogane dell'Agenzia.
Domanda di intervento a tutela della proprietà intellettuale — Codice EORI obbligatorio nel formulario dal 15 settembre 2020 — Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1209 del 13 agosto 2020: l'obbligo vale sia per i richiedenti sia per i loro rappresentanti, anche se non compiono operazioni doganali in senso stretto e anche se non sono stabiliti nell'Unione.
Domanda di intervento presentata da un soggetto non stabilito nell'Unione — Obbligo sì, luogo della richiesta non risolto da questa pagina — Il regolamento di esecuzione (UE) 2020/1209 impone il codice anche ai soggetti non stabiliti, ma non detta una regola sul luogo della richiesta: rivolgersi ad ADM.
Costo della richiesta, in ogni caso — Gratuito, e solo ADM può rilasciarlo — Avviso ADM «Codice EORI - modalità di richiesta» del 23 luglio 2025.
Nessun esito qui prodotto sostituisce la verifica presso l'Ufficio delle Dogane competente, e nessuno di essi afferma che un determinato codice esista: la composizione del proprio codice e quella di una controparte si controllano con il servizio di convalida EORI della Commissione europea.
Che cos'è il codice EORI
Il codice EORI (Economic Operators' Registration and Identification) è il numero unico di identificazione doganale riconosciuto da tutte le autorità doganali dell'Unione europea. Serve come riferimento comune per lo scambio di informazioni tra autorità doganali e per identificare l'operatore nei rapporti con la dogana. Il sistema è operativo dal 1° luglio 2009.
In Italia il codice EORI è gestito da ADM nell'ambito del sistema EOS, che unisce in un unico archivio i dati EORI e quelli AEO (operatore economico autorizzato).
Chi deve richiederlo
Chi deve richiederlo — La domanda non è se si importa o si esporta, ma se si compie un'operazione doganale e dove si è stabiliti.
Impresa stabilita in Italia che importa o esporta — Ha bisogno del codice EORI?: Sì, per presentare dichiarazioni doganali
Impresa stabilita in un altro Stato membro — Ha bisogno del codice EORI?: Sì, ma il codice è attribuito dallo Stato membro di stabilimento: non se ne chiede un secondo in Italia
Operatore di paese terzo che compie per la prima volta un'operazione doganale nell'UE — Ha bisogno del codice EORI?: Sì, va richiesto nello Stato membro in cui avviene l'operazione
Rappresentante doganale (diretto o indiretto) — Ha bisogno del codice EORI?: Sì
Titolare di un'autorizzazione doganale o di un regime speciale — Ha bisogno del codice EORI?: Sì
Soggetto che chiede l'intervento delle autorità doganali a tutela dei diritti di proprietà intellettuale — Ha bisogno del codice EORI?: Sì, obbligatorio nei formulari dal 15 settembre 2020
Privato che riceve occasionalmente un pacco — Ha bisogno del codice EORI?: Di norma no: l'obbligo riguarda gli operatori economici
Due estensioni poco note dell'obbligo
Due estensioni poco note dell'obbligo — Il perimetro del codice EORI è più largo di quanto suggerisca la parola «doganale».
L'EORI non è più esclusivamente doganale — Il regolamento (UE) 2020/877 ha modificato l'art. 6 del regolamento delegato (UE) 2015/2446 rendendo possibile l'attribuzione di un codice EORI anche a operatori economici, stabiliti o meno nel territorio dell'Unione, che effettuano operazioni basate su normativa unionale diversa da quella doganale come definita dall'art. 5, punto 2, del CDU.
Obbligatorio nei formulari a tutela della proprietà intellettuale — Il codice è obbligatorio nei formulari di richiesta di intervento delle autorità doganali a tutela dei diritti di proprietà intellettuale e nelle richieste di proroga, dall'entrata in vigore del regolamento di esecuzione (UE) 2020/1209 del 13 agosto 2020 (GU UE serie L n. 247 del 21 agosto 2020), avvenuta il 15 settembre 2020. L'obbligo vale sia per i richiedenti sia per i loro rappresentanti, indipendentemente dal fatto che compiano o meno operazioni doganali in senso stretto e dal fatto che siano stabiliti nell'Unione.
Come si richiede in Italia
Come si richiede in Italia — La procedura è amministrativa e diretta.
Compilare il modello — «Richiesta di attribuzione del codice EORI», pubblicato nella sezione EOS (EORI + AEO) del sito di ADM, disponibile in italiano e in inglese.
Allegare il consenso alla pubblicazione dei dati — sul sito della Commissione europea, se si intende renderli visibili nel servizio pubblico di convalida.
Presentare la richiesta presso un qualsiasi Ufficio delle Dogane — dell'Agenzia. La circolare ADM 32/2020 è esplicita: la richiesta «può essere presentata presso un qualsiasi Ufficio delle Dogane di questa Agenzia».
Com'è composto il codice e come si verifica
Il codice è composto dal prefisso ISO del paese di rilascio, IT per l'Italia, seguito da un identificativo nazionale. La composizione esatta del proprio codice va verificata con il servizio di convalida EORI della Commissione europea, che è anche lo strumento corretto per controllare il codice di una controparte prima di indicarlo in dichiarazione.
Quanto costa il rilascio
Gratuito
Con l'avviso del 23 luglio 2025, la Direzione Dogane di ADM ha reso noto di aver ricevuto «diverse segnalazioni in merito a portali web che offrono, dietro pagamento di un corrispettivo, un servizio di registrazione del codice EORI», richiamando l'attenzione sulle corrette modalità di richiesta e precisando che il rilascio del codice EORI, oltre a essere gratuito, può essere effettuato solo da questa Agenzia.
Che cosa un intermediario privato non può fare
Che cosa un intermediario privato non può fare — Un consulente o uno spedizioniere può legittimamente assistere nella compilazione, ma il codice è attribuito da ADM e senza corrispettivo.
Non esiste alcun intermediario privato abilitato a «emettere» un EORI.
Nessun portale web può rilasciare il codice: il rilascio può essere effettuato solo dall'Agenzia.
Nessun corrispettivo è dovuto per il rilascio del codice.
EORI e AEO: due cose diverse nello stesso sistema
EORI e AEO: due cose diverse nello stesso sistema — Il sistema EOS ospita anche le certificazioni AEO, che presuppongono la valutazione di organizzazione interna, compliance doganale, sistemi contabili, solvibilità finanziaria e standard di sicurezza.
Natura — Codice EORI: Identificativo obbligatorio — Status AEO: Status facoltativo
Costo e istruttoria — Codice EORI: Gratuito, attribuito da ADM — Status AEO: Soggetto ad audit
Che cosa dà — Codice EORI: Identificazione dell'operatore davanti alle autorità doganali dell'Unione — Status AEO: Accesso a semplificazioni e a riduzioni di garanzia
Rapporto fra i due — Codice EORI: Averne uno non implica avere l'altro — Status AEO: Averne uno non implica avere l'altro
Le tre sigle AEO
Le tre sigle AEO — Le certificazioni vivono nello stesso archivio EOS, ma coprono ambiti distinti.
AEOC — Ambito: Semplificazioni doganali
AEOS — Ambito: Sicurezza
AEOF — Ambito: Combinata (semplificazioni e sicurezza)
Dove compare l'EORI in dichiarazione
Con i tracciati H introdotti da ADM dal 9 giugno 2022, i soggetti della dichiarazione di importazione sono identificati tramite EORI. Nell'elemento dati DE 3/1 - 3/2, ad esempio, l'esportatore è indicato con il codice EORI, oppure con l'identificativo unico rilasciato da un paese terzo se disponibile e, in mancanza, con nome e indirizzo.
Un EORI errato o non valido blocca la dichiarazione.
Errori frequenti
Errori frequenti — Quasi tutti nascono dallo stesso equivoco: trattare l'EORI come un numero che si compra o che si duplica.
Pagare un portale privato — Il rilascio è gratuito e di competenza esclusiva di ADM (avviso del 23 luglio 2025).
Richiedere un secondo EORI in Italia — quando l'impresa è già registrata in un altro Stato membro: il codice è unico nell'Unione.
Non verificare l'EORI della controparte — prima di inserirlo in dichiarazione.
Confondere EORI e partita IVA — Sono identificativi distinti con finalità diverse, anche quando il primo incorpora il secondo.
Dimenticare l'EORI nei formulari a tutela dei diritti di proprietà intellettuale — dove è obbligatorio dal 15 settembre 2020 anche per chi non effettua operazioni doganali in senso stretto.
Non aggiornare i dati — dopo variazioni societarie, con conseguente disallineamento fra anagrafica doganale e dichiarazioni.
Logistivo tiene insieme, in un unico fascicolo, i dati anagrafici delle controparti e i documenti di ogni spedizione: l'identificativo che finisce in dichiarazione resta legato al fascicolo in cui è stato verificato.
Fonte
Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - Direzione Dogane — Avviso "Codice EORI - modalità di richiesta", 23 luglio 2025 — https://www.adm.gov.it/portale/documents/20182/6262318/Avviso+modalit%C3%A0+richiesta+Eori.pdf/03ba9153-a2b5-d9ff-1871-01d54987ec6c
Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — Circolare 32/2020, prot. 305127/RU dell'8 settembre 2020 - indicazione obbligatoria del codice EORI — https://www.adm.gov.it/portale/documents/20182/5720724/CIRCOLARE+32-2020_EORI_AFA.pdf/f08b88b3-800e-4e71-84d3-d0313897193c
Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — EOS (EORI + AEO) - modelli di richiesta e note operative — https://www.adm.gov.it/portale/dogane/operatore/ecustoms-aida/progetti-aida/eos
Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — Circolare n. 22/2022 - identificazione di dichiarante, importatore e rappresentante nei tracciati H — https://www.adm.gov.it/portale/documents/20182/28944274/20220606-235684RU+Circolare+22-2022+H1+H5+prot.235684.pdf
Domande frequenti
Chi deve richiedere il codice EORI?
Gli operatori economici che compiono operazioni doganali nell'Unione: importatori, esportatori, rappresentanti doganali, titolari di autorizzazioni e regimi speciali. Gli operatori di paesi terzi lo richiedono nello Stato membro in cui effettuano la prima operazione rilevante.
Quanto costa ottenere il codice EORI in Italia?
Nulla. Con l'avviso del 23 luglio 2025 ADM ha precisato che il rilascio del codice EORI, oltre a essere gratuito, può essere effettuato solo dall'Agenzia, segnalando la presenza di portali web che offrono a pagamento un servizio di registrazione.
Dove si presenta la richiesta di codice EORI?
Presso un qualsiasi Ufficio delle Dogane dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, utilizzando il modello "Richiesta di attribuzione del codice EORI" pubblicato nella sezione EOS (EORI + AEO) del sito istituzionale, disponibile in italiano e in inglese.
Serve un codice EORI in ogni Stato membro in cui si opera?
No. Il codice EORI è unico e riconosciuto da tutte le autorità doganali dell'Unione. Un'impresa già registrata in un altro Stato membro non deve richiederne un secondo in Italia.
Il codice EORI coincide con la partita IVA?
Sono identificativi distinti con finalità diverse, anche quando il codice EORI incorpora l'identificativo nazionale preceduto dal prefisso ISO del paese di rilascio. La composizione del proprio codice va verificata con il servizio di convalida EORI della Commissione europea.
Serve l'EORI per chiedere l'intervento della dogana a tutela di un marchio?
Sì. Dall'entrata in vigore del regolamento di esecuzione (UE) 2020/1209, il 15 settembre 2020, l'indicazione del codice EORI è obbligatoria nei formulari di richiesta di intervento e di proroga, anche per soggetti che non compiono operazioni doganali in senso stretto.
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https://logistivo.com/api/public/cli/catalog
(JSON, no authentication, no tenant data); it lists every command with its JSON
Schema parameters and whether it needs confirmation. Human documentation:
https://logistivo.com/en/developers/cli. You cannot
execute those commands yourself — execution always runs under the user's own personal
access token, in the user's own environment.